domenica, 20 luglio 2008
Laggiù c'erano voci di vita. Grandi spazi, nessuno per me. Un'altra lingua, un altro modo... un tempo non era così.
Ci passeggiavo con un nodo in gola e un sorriso sulle labbra; guardavo le mani degli altri che si muovevano sicure, i loro occhi ignari, le parole, il tempo che passava.
Bicchieri svuotati, tavolini disordinati, mani nelle mani.
Baci lontani, risate, vetrine, un suonatore di chitarra con il suo piattino di centesimi e la gente intorno. Tanta gente.

Ognuno portava a spasso la propria vita, la indossava. Per me è sempre stata una giacca troppo grande. Tutte le volte in cui ho avuto il desiderio di indossarla mi sono guardata allo specchio ed ho notato che mi cadeva dalle spalle, e mi sono sentita ridicola. Così, l'ho lasciata lì.
Uscire senza giacca fa tristezza. Scava in fondo alla gola un vortice di impotenza che arriva fino al centro dello stomaco.
E alla fine non vorresti nemmeno più una giacca della tua misura,  vorresti solo essere vento.
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domenica, 13 luglio 2008
Il rumore delle onde ha la voce di una donna che non sa parlare. Infinite gocce di parole incomprensibili, mai stanche, insistenti.
Forse un giorno avrò anch'io parole da capire.
Parlami fino a farmi addormentare persa in un groviglio di immagini sbiadite come sogni ormai dimenticati. Voglio ubriacarmi di pensieri senza senso, liberati da una mente che vuole donarli a me, soltanto a me. Voglio imparare la lingua del mare, sedermi a riva e parlarci per l'eternità. Voglio un mare che mi insegni a capire, a scoprire, a guardare. Parole che costruiscano altri occhi sui miei. Che mi svuotino dentro fino a riempirmi lo stomaco di aria leggera. Che mi stringano fino a farmi perdere il confine di me.
Che annullino ogni limite.
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mercoledì, 09 luglio 2008
Su un filo che si tiene su con la luce dei sorrisi dei giorni migliori, metto insieme i passi che mi portano da un giorno a un giorno nuovo. Tremo quando un soffio gioca con l'equilibrio di chi non conosce altra strada per assecondare il tempo.
Il tempo è la cosa più importante. Se si potesse catturare un solo istante da vivere per sempre non ci sarebbe vento, non ci sarebbero domande, non ci sarebbero risposte.
Scendere e camminare sulla terra che sporca i piedi, che sa di pioggia, che brucia di sole e non trema. Non ci sarebbe passione, non ci sarebbe emozione, non ci sarei più io.
Da quassù si sente l'odore della pioggia, il calore del sole, la carezza del vento. Qui in un attimo la pioggia devasta, il sole incendia, il vento picchia fino a far cadere.

Ma qui il mondo è lontano, si sente ma non può sentire. Si vede ma non può vedere. Si sfiora ma non può toccare.

Il mondo visto da qui fa paura come un incubo, non può far male.


Per la serie: Evaporata in una nuvola rossa...
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sabato, 05 luglio 2008
Da ragazzo
non potevo correre né giocare.
Da uomo potei solo sorseggiare dalla coppa,
non bere-
perché dopo la scarlattina m’era rimasto il cuore malato.
Eppure riposo qui
consolato da un segreto che solo Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole dolci di viti-
là, quel pomeriggio di giugno
a fianco di Mary-
mentre la baciavo con l’anima sulle labbra
l’anima d’un tratto volò via.

(E. Lee Masters -  Antologia di Spoon River)
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mercoledì, 25 giugno 2008
Ehm non è stata colpa mia se l'Italia ha perso davvero, se lo meritava.

Io vorrei svegliarmi diversa, domani mattina.
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sabato, 21 giugno 2008
Che simpatico Gattuso, e come parla bene. Ogni giorno c'è un italiano che fa onore agli italiani. Mi verrebbe da tifare Spagna domani, ma mi trattengo.
Io costringerei alcuni calciatori ad una scuola obbligatoria, anche se con quello che guadagnano potrebbero pagarsi almeno delle lezioni private.
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sabato, 14 giugno 2008
Per la serie "facciamoci del male".

"Eccoti qui. Decidi che la fase dell'eterna adolescenza è finita e che è ora di crescere, e crescerai. E allora tutto cambia, e questa volta cambierà. Avrai una casa più grande, la piscina, il garage col posto auto, il prato sempre curato, il portico fiorito e le porte smaltate, il cane che chiamerai Marx e la barca che chiamerai Giulia. Avrai la salute assicurata, la vita assicurata, il frigo sempre pieno per non sentirti povero, un tappeto etnico per continuare a sentirti giovane, le finestre da cui entra sempre il sole, e allora avrai la tua famiglia felice, i tuoi bambini in salute, e lei, avrai lei, che ti ricorderà tutte le cose belle che avrai avuto. Non è questo quello che hai sempre sognato ?

E' andata così, ci sono quelli che partono e quelli che restano, io ho deciso di restare. Mi ripeto che tra pochi mesi diventerò padre, cerco di prenderci confidenza, anche perchè credo che non l'ho ancora capito fino in fondo quello che significa veramente. Ogni tanto penso a quei tre, a cosa faranno a dove saranno, mi piace pensare che forse un giorno potrò raggiungerli e stare con loro per un po', e' un pensiero che mi fa sentire bene. La mano che vedete è quella di Sveva ed è la bambina più bella che abbia visto in vita mia, dicono che somiglia a Giulia ed è forse per questo che l'amo tanto. Ha compiuto un anno da 2 giorni, sta imparando a parlare, dice televisione cielo sole pancia mamma e papà. Giulia invece diventa ogni giorno più bella, è andata in fissa con la linea, va a nuoto 3 volte a settimana e a correre tutte le sere, le farà male ? La cosa che Sveva ama di più è ballare con me Strauss, prima mi guarda negli occhi, poi ride e poi si addormenta. Posso fissarla per ore, ascolto i suoi respiri e provo a guardarmi da fuori, e allora la mia vita non mi sembra niente male, in fondo con c'è nulla che mi manchi davvero,davvero nulla.  E ' allora questa la felicità? Io penso di sì.


Non riesco ad inserire il secondo video. Questo pezzo di film è una pugnalata al cuore. Volevo condividerlo, qui.




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venerdì, 13 giugno 2008
E' un periodo strano questo. E' come se qualcuno o qualcosa mi bloccasse. Mi sento anestetizzata. Penso che passerei delle ore a fissare il niente e a pensare a niente, così, senza dire qualcosa. E' come se all'improvviso la lingua del mio io fosse cambiata. Non riesco a spiegare quello che penso, quello che sento. Dentro è chiarissimo, ma appena accenno a volerlo far uscire rimango in silenzio. Non so parlare. Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse a trovare il modo di leggere ugualmente quello che c'è. E poi che mi riempisse di attenzioni, fino a soffocarmi con le frasi e i gesti più leziosi. Che mi chiedesse in continuazione cosa faccio, dove vado, con chi vado. Che mi stancasse e mi facesse sentire in gabbia.  Vorrei sentirmi libera di dire a qualcuno tutto quello che penso, senza avere paura di esagerare, senza pensare ogni volta di dover contare fino a dieci, tanto prima o poi passa. Le cose non dette rimangono dentro e ti succhiano tutto, anche quando non ci pensi più. Sono sempre lì, non vanno via.

A  parte questo, stanotte ho sognato B. Penso che non la dimenticherò mai, sono passati 5 anni e c'è sempre un posto nascosto in cui vive. Ogni tanto viene fuori. Sarebbe bello se venisse fuori davvero, così, solo per sapere come sta.

Sto leggendo un libro assurdo. "Il treno degli dèi".  Non riesco a dire se mi piace o no, va a capitoli. Alcune volte lo trovo magnifico, altre disordinato ed esageratamente lento. Saprò esprimere il mio giudizio solo alla fine, credo. Comunque vale la pena leggerlo, perchè è particolare.

Il mio caro pc è fulminato, spero di recuperarlo in qualche modo, Stasera faccio una prova.


Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

(Amico fragile - De Andrè)





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domenica, 08 giugno 2008
"E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa nell'imbuto di un polsino slacciato...".
 E penso a quel sorriso. Penso a chi quel sorriso lo guarda dai tuoi occhi e lo ricambia. Penso a chi puo' darti senza doversi dosare, penso a chi si sveglia al mattino e puo' pensare che un giorno ti porterà il caffè a letto. Penso a quanto bene ci si può sentire senza essere secondi a nessuno. Senza farsi domande. Senza analizzare le tue parole e coglierne le briciole più belle per metterle insieme ad alimentare una piccola speranza di contare qualcosa. Penso a che senso ha restare al mio posto, ad aspettare come un cane una misera carezza mentre c'è qualcuno che non deve aspettarle, perchè con le tue carezze ci respira tutti i giorni.
Non lo so che senso ha. Me lo chiedo solo per tenermi falsamente in equilibrio. Non so quale sia il senso, ma questo non significa che non ci sia. Il senso c'è. C'è in quei momenti in cui dimentico di non essere l'unica, in cui sei solo per me o in cui mi dici di esserlo. Ed io in quel momento so immaginare come sarebbe essere al suo posto; per un attimo, solo un attimo, tutto il resto si annulla. Per un attimo mi chiudo in un sogno dal quale vorrei non svegliarmi. In quel momento io sto bene come mai.
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sabato, 31 maggio 2008
Caparezza non delude. Il suo ultimo lavoro è fantastico, da ascoltare a ripetizione.
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categoria:musica
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